Virginia Elena Patrone

Primo post, riflessioni sulla vita in Grecia e sul mondo

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Questo e’ il mio primo post su questo blog. Ho pensato a lungo quale dovrebbe essere il tema centrale di questi mie scritti ma ancora non l’ho trovato. Quando scrivo di architettura, o di cibo mi viene più facile trovare ispirazione perché viaggio all’interno di un ambito di argomenti circoscritti, mentre avere un blog aperto, come ho intenzione di fare qui, mi sembra più complesso.

Per ora ho deciso quindi che pubblicherò ed elaborero’ i pensieri che affiorando dalla mia vita quotidiana, i mie scritti, i miei disegni e fotografie, e ogni cosa che penso abbia senso, per me. Inoltre scriverò i post in diverse lingue, alle volte in Italiano, alle volte inglese, o Turco, o Greco, e forse anche in Francese. Non mi va di decidere ora chi sara’ il mio target e quale lingue sia meglio che io utilizzi perché questo spazio e un luogo personale che deve andare bene sopratutto a me, a quello che voglio dire e come lo voglio fare.

Mentre scrivo mi trovo in Grecia, sull’isola di Lesvos o Metilene a seconda di come si preferisca chiamarla.

Ho lasciato Istanbul dopo quattro anni, e nonostante la Turchia si un paese dove mi piacerebbe ancora vivere, non mi andava di restare alle condizioni attuali ne’ a quelle che probabilmente saranno le condizioni future, dato che credo che la situazione non farà che peggiorare. Ho appena ricevuto un sms dal consolato di Istanbul che chiedeva ai cittadini italiani residenti in Turchia di fare molta attenzione e cercare di evitare mezzi di trasporto urbani, voli di linea e autobus extraurbani specialmente in alcune zone tra cui l’area di Istanbul. Per questo sono felice di non dover fare attenzione, ora che sono fuori dalla Turchia, ma sono in pensiero per i miei amici e conoscenti che ancora vivono a Istanbul, molti dei quali non hanno scelta e non possono come me andarsene dal paese quando vogliono. Questo sms che ho appena ricevuto e’ un ulteriore conferma per me del fatto che sia un’urgenza lasciare il paese, per la propria incolumità e sicurezza.

Ho letto di recente una frase che mi e’ rimasta in testa, e diceva più o meno che i problemi della nostra vita ‘reale’ (la vita concreta, diurna, fatta di quotidianità ed incombenze), e in generale tutto quello che definiamo il nostro mondo, cioè quello che pensiamo essere vero e tangibile, non sia altro che la concretizzazione di problemi che sono dentro di noi, e quindi anche il ‘nostro mondo‘ e’ la realizzazione di quello che crediamo essere, ma non quello che e’ realmente. Siamo noi a decidere la direzione che la nostra vita prende, sia che ne siamo consapevoli o meno. Per me e’ bene quindi essere presenti alle nostre scelte e imparare ad essere responsabili per il mondo che vediamo attraverso le lenti dei nostri occhi.

Ora mi chiedo cosa rappresenti il mio continuo divagare da un paese all’atro. Constatato che la felicita’ non sia una questione geografica, anche se di certo molti Siriani e Turchi del confine sud-est non siano d’accordo con e su questo penso abbiano pienamente ragione, come tutte le altre popolazioni che vivono in una costante atmosfera di guerra- ognuno dovrebbe riuscire ad essere felice e a vivere la vita che vuole nel posto in cui e’. Personalmente ora sto cercando il posto perfetto per cominciare a vivere la vita che voglio (ho la luna in Vergine, sono una perfezionista!)

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