Virginia Elena Patrone

Matriarcato, patriarcato, metafore

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Ogni giorno cerco di trovare una nuova metafora di un qualcosa che appartiene alla mia vita quotidiana e che davo, prima, per scontata. E questa pratica mi da gran soddisfazione specialmente perché così riesco a cambiare prospettiva rispetto ciò che vedo ogni giorno.

Chi mi conosce sa che sono matriarcale: questo vuol dire molte cose, sopratutto per me, mi rappresenta, ma penso non significhi nulla se non lo spiego perché in molti non sanno nemmeno cosa sia il matriarcato. Pero’ non posso farlo ora, perché sarebbe un discorso davvero complesso e lungo e non ho tempo di intraprenderlo.

In ogni caso anche il patriarcato e il matriarcato sono solo metafore che spigano al meglio il nostro modo di pensare attuale, e la nostra visione delle cose: sono la concretizzazione di un nostro modo di intendere e sentire. Per questo, il matriarcato non e’ solo un altro modo di organizzare la società e la vita, diverso dal patriarcato, ma – dato appunto che ogni tipo di società e’ solo l’espletazione dei nostri ragionamenti interni, – e’ proprio una maniera differente di ragionare e di intendere la vita stessa. Il patriarcato quindi non e’ solo il dominio dei padri, ma e’ la sopraffazione di quello che l’energia maschile-yang rappresenta sull’energia femminile-yin. E’ il dominio della razionalità sull’intuizione, della logica sull’arte, della tecnologia sulla natura. Il matriarcato, al contrario, non e’ (assolutamente!) una società dove le donne sono al comando – come in molti pensano, sbagliando – ma e’ una società senza gerarchie, dove nessuno comanda e dove le decisioni vengono prese tenendo conto di tutti i pareri della comunità. La società matriarcale rappresenta quindi un luogo e un modo di approccio equilibrato e armonico, dove yin e yang convivono in armonia e dove i nostri emisferi celebrali lavorano in sintonia. Rappresenta il rintrono alla natura e il completo rispetto per la ζωή, ovvero per la stessa e unica vita che scorre in ogni essere vivente, in ogni dato istante.

Non c’e’ da stupirsi, quindi, se nella società odierna, patriarcale, gli uomini picchino le loro donne (stanno in realtà combattendo – a spese delle donne stesse- contro la loro intuizione, contro la loro voglia di esprimere liberamente la loro connessione con il divino e la loro arte: l’energia yin che sulla Terra viene rappresentata dalla donna); ed e’ per lo stesso motivo che l’arte assume un ruolo così circoscritto: perché rappresenta qualcosa che non solo e’ inutile agli occhi del patriarcato, ma persino dannoso, nocivo e pericoloso per la sopravvivenza del patriarcato stesso.

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