Virginia Elena Patrone

L’idea di vacanza nella società occidentale e nel libro “L’amante di Lady Chatterley”

 

Da qualche settimana ho cominciato a scrivere il mio nuovo libro. E’, infatti, da molto tempo che mi è venuta l’idea di analizzare e riflettere sulla tematica della vacanza nella società occidentale, e di questo appunto tratta il libro che sto scrivendo.

Voglio cercare di confrontare le mie idee personali a riguardo con quelle di altri autori e pensatori di diverse epoche, traendole dai loro libri e romanzi, e cercare così di delineare una visione che dia una prospettiva differente da quella che sembra una delle ragioni per cui la maggior parte delle persone viva oggi la propria vita,  vacanza appunto. Cercare di trovare nuove prospettive e visioni differente sul mondo è quello che facciamo a Dharma Kirpi, after all

L’idea di vacanza secondo David Herbert Lawrence

Pochi giorni fa ho finito di leggere “L’amante di lady Chatterley” di David Herbert Lawrence, libro che volevo leggere da diverso tempo e che ho iniziato -per caso- la settimana scorsa.

C’è un punto del libro in cui la signora e protagonista in questione, Lady Constance Chatterley, parte per una vacanza a Venezia assieme alla sorella, ospite in una villa di amici. Ed è in questo momento che il signor David Herbert ci delizia con la sua opinione sulla vacanza. Che caso straordinario che lo abbia letto proprio in questo periodo, non trovate?

Lawrence ci fa ampiamente capire tra le righe (attraverso i pensieri di Constance) che secondo lui questa rincorsa al divertimento ad ogni costo denota lo squilibrio di una società che ha perso quasi del tutto il contato con la sua natura più profonda, e che per questo la vacanza sembra essere proprio come un narcotico, una droga per tutte quelle persone che in realtà non sono che automi senza vitalità, che cercano ad ogni costo un pretesto per trovare uno scopo a una vita inutile, senza però ricercarlo dentro di loro e immolandosi così al divertimento, alla mollezza dei troppi cocktail e delle chiacchere vacue.

Naturalmente Lawrence evidenzia questa sua interpretazione dell’idea di vacanza come parte integrante della denuncia che vuole fare alla borghesia e all’aristocrazia dell’epoca, che reputa bigotta, bloccata e chiusa nel grigiore dell’industrializzazione e delle convenzioni, indicando poi la riscoperta dei sensi attraverso il sesso e la natura come un percorso per riuscire a riscoprire un modo di vivere più sincero e fertile.

Per quanto mi riguarda, spero di avere altri colpi di fortuna simili e riuscire a trovare anche nei libri che sto leggendo ora e che leggerò prossimamente l’idea dei diversi autori su questa consuetudine chiamata “vacanza”.

Voi avete dei libri da segnalarmi a riguardo?

Virginia di Dharma Kirpi

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