Virginia Elena Patrone

Ode al nostro tempo/ Ode to our era

(English text below)

Qualche mese fa, mentre ero in Italia, mi è capitato di attraversare in treno la Lunigiana, tra la Liguria e la Toscana, per andare da La Spezia a Milano, e di rimanere affascinata dai paesi, boschi, colline e prati verdi che vedevo dal finestrino mentre il treno scorreva in velocità. Era la prima volta che facevo quella tratta. Quando viaggio, mi porto sempre dietro un libro o due, però raramente mi capita di riuscire a concentrarmi davvero a lungo sulle mie letture perché quello lo spettacolo in diretta dal finestrino è sempre più interessante e ruba immancabilmente la mia attenzione, sorprendendomi sempre. Sfortunatamente, mentre stavamo per raggiungere la stazione di Parma, un gruppo di caprioli ha attraversato i binari e uno è stato preso sotto la macchina del treno. Io ho sempre amato i treni, e il viaggio su rotaie è davvero la modalità che preferisco, però per me anche sono un animale travolto non è giustificabile alla comodità o alle nostre priorità.  Non credo di fare parte della razza di animali prescelti, per cui lo trovo fortemente ingiusto. E ancora più ingiusto trovo che sia non indignarsi per questo genere di cose, di viverle come se fosse normale e dovuto. Come per gli animali morti sulle strade per via delle automobili, mi dispiaccio infinitamente anche per quelli che vengono schiacciati da una macchina inarrestabile. In quella circostanza, il capotreno ha suonato per tre volte la sirena per spaventare gli animali e poi si  è sentito un tonfo sordo che ha smosso il treno. Quando arrivata a Parma ho guardato sotto al treno quello che rimaneva del capriolo ho visto solo ciuffi di pelo e sangue. Poi quel giorno ho scritto questa poesia.

Dedicata al capriolo morto sotto il treno

Ode al nostro tempo

Oggi

Una creatura

È stata sacrificata al nostro egoismo,

Al dio della tecnologia,

Della velocità,

Della puntualità.

Andare in bagno costa quanto un caffè.

I soldi per tutto.

I soldi prima di tutto.

A chi importa

Se un cerbiatto

Che correva libero sino a pochi istanti fa

È stato schiacciato tra le rotaie e il treno?

Ma in fondo, quanto costa un cerbiatto?

Il suo prezzo si disperde nel nulla.

Non vale nemmeno una visita alla toilette.

E così un essere libero

Muore

Per la nostra prigionia.

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Few months ago, while I was in Italy, I cross the Lunigiana by train, a land between Liguria and Tuscany, to go from La Spezia to Milan. While on the train, I have been fascinated by the villages, the woods, the hills and the green meadows that I was seeing from the train’s window. It was the first time I was crossing that route. When I travel, I always carry a book or two, but I rarely manage to really concentrate on my reading for a long time, because what I see from the window is always more interesting and invariably steals my attention, always surprising me. Unfortunately, as we were about to reach the station of Parma, a group of roe deers crossed the tracks and one was taken under the train car. I have always loved trains, and the rail journey is really the one I prefer, but I don’t accept to sweep my comfort for a life, no matter of which animal, and I cannot justify the priorities of us, human of the Earth, and to prioritize us over other animals. As for the dead animals on the roads, I am infinitely sorry for those who are crushed by an unstoppable machine, the train. The train conductor played the siren three times to scare the animals and then we all heard a dull thud wonder our sits. Then, when I arrived in Parma I checked under the train to see what remained of the roe and I saw only tufts of fur and blood. That day I wrote this poem.

Dedicated to the roe deer dead under the train

 

Ode to our time

Today a wild creature

Has been sacrificed to our selfishness,

To our god of technology,

Of speed,

And of punctuality.

 

Going to the bathroom costs as much as a coffee here.

Money for all.

Money above all.

 

Who cares

If a fawn

That ran free until a few moments ago

Has been crushed between the rails and the train?

After all, how much does a fawn cost?

Its price is lost in the nothingness.

It is not even worth a visit to the toilet.

 

And so a free being

Dies

For our imprisonment.

 

 

 

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