Virginia Elena Patrone

Black Mirror – Daily Life Pills

(scroll down for English)

Black Mirror, pillole di vita quotidiana.

Black Mirror, una serie tv che ha avuto molto seguito in questi anni soprattutto perché parla della nostra società in relazione alla tecnologia e alla rete di connettività dei social, mi ha ispirato questa serie di brevi scritti chiamata appunto Pillole Black Mirror, a cui aggiungo “di vita quotidiana”, perché sono degli atteggiamenti e degli eventi che avvengono davvero sotto ai mie occhi, e che seppur possono sembrare di primo acchito solo delle inezie di poca importanza, denotano un atteggiamento generale di dipendenza dai social network e dalla tecnologia, proprio come viene evidenziato in Black Mirror. Di questi argomenti avevo parlato in uno dei mie articoli qualche mese fa qui, a proposito del film The Circle.

 

Black Mirror, pillole di vita quotidiana #1

Sono sul traghetto che da Kadıköy mi porta a Karaköy, prima della presentazione del mio libro “Dolce Vegan”. E’ domenica pomeriggio, pioviggina e il traghetto è affollato. Noto che, siamo in una zona della nave dove c’è un cartello con scritto che qui si suonerà musica live, ed è la prima volta che noto una scritta del genere su questi battelli, che quando ero a Istanbul prendevo spessissimo, e penso che probabilmente sia una novità. Un musicista inizia a suonare, è bravo ma non super. In ogni caso la musica che suona mi piace, fa cover carine e sembra pure un tipo simpatico. Non appena inizia a suonare, un bimbo di sei o sette anni si alza dalla panca, dove era seduto al centro della sala, chiede l’I phone al suo babbo e inizia a riprendere il nostro musicista (mentre lo osservo fare riprese da diverse angolature penso che abbia del talento per diventare un gran cameraman, ma questo non è il punto) subito dopo il bambino, una ragazza con occhialoni da sole dalla forma allungata e un cappotto lungo, molto fashion, si avvicina anche lei e inizia a filmare. Mi giro, e alle mie spalle vedo molte persone che, tendendo il loro cellulare verso la provenienza della musica, sono intente a registrare tutto. E dicevo appunto, non era neppure uno super della musica…

Mi sento davvero in un episodio di Black Mirror.

 

Black Mirror, pillole di vita quotidiana, #2

Siedo in un caffè vicino a casa mia, dove vengo spesso la mattina a scrivere, perché a casa mi distraggo in continuazione. Nonostante in questo posto ci sia il Wifi non lo accendo nemmeno perché, voglio rimanere distaccata dalla rete per concertarmi meglio. Il giorno della festa della donna, l’8 marzo, scopro che hanno organizzano una colazione per tutte le donne abitanti del posto. Immagino, cosa che poi effettivamente si avvererà, che avrò una baraonda di gente attorno, mentre di solito quel posto al mattino mi piace perché è quasi deserto. Quando ero arrivata non c’erano tavoli dove potermi sedere, erano tutti apparecchiati per la colazione, così mi avevano preparato un tavolo solo per me in una delle sale, con altre tre sedie attorno. La gente inizia ad arrivare, c’è confusione ma riesco a lavorare lo stesso. Alcune signore si siedono al mio tavolo, lasciano sulle sedie i loro cappotti e appoggiano la borsa, ordinano tè che mi mollano davanti al computer, mi fanno domande sul chi sono o cosa faccio e così via. Una signora con un foulard in testa, una donna di una settantina di anni, si siede assieme alla sua amica di fronte a me, e non mi parla né mi guarda quasi. Cerca, appena seduta, il suo cellulare dalla borsa, fa per connettersi a internet ma qualcosa va storto e chiama indignata il cameriere:

“Scusi – dice – ma perché non riesco a connettermi alla vostra rete!?” Chiede in tono perentorio. Probabilmente è un habitué con la password registrata…

 

Di nuovo, penso a Black Mirror.

 

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Black Mirror Daily Life Pills

Black Mirror, a TV series that had a lot of viewers these years, it has been famous especially because it talks about our very society in relation to technology and to the social network. The episodes of Black mirror, all different between each other, inspired me this series of short texts called “Black Mirror, pills of daily life”, those that I narrate here are events that actually took place right in front of my eyes, and that even if they seem at first glance of little a importance, they show a general attitude of dependence on social networks and technology, just as it is highlighted in the series of Black Mirror. I had talked about this topic in one of my articles few months ago, here (but the article is in Italian).

 

Black Mirror Daily Life Pills # 1

I’m on the ferry from Kadıköy to Karaköy, before the presentation of my book “Dolce Vegan”. It’s Sunday afternoon, it’s raining and the ferry is crowded. I notice that, we are in an area of ​​the ship where there is a sign saying that here there might be live music, and it is the first time I notice such a writing on these boats, and I think that probably it is a new thing. A musician starts playing, he’s good but not super. In any case, I like the music he plays, he makes nice covers and also he looks like a nice guy. As soon as he starts playing, a child of six or seven gets up from the bench, where he was sitting in the middle of the room, asks the I Phone to his father and starts to record our musician (as I watch him shooting from different angles I though he had very great skills to became a good cameraman, but this is not the point anyway) right after the child, a girl with long-eyed sunglasses and a long, very fashionable brown coat, is also approaching and starts filming. I turn around, and behind me I see many people who, directing their cell phone to the source of the music, are busy recording everything. And as I said, he was not even super…

I really feel in an episode of Black Mirror.

 

Black Mirror Daily Life Pills # 2

I sit in a cafe near my house, where I often come in the morning to write, because at home I get easily distracted. Although in this place there is Wifi I do not even turn it on because I want to remain detached from the Internet in order to work better. It is the Woman International Day, March 8th; I find out that they have organized a breakfast for all the local women. I guess, which will actually come true, I’ll have a horde of people around, and usually I like the place in the morning because it’s almost deserted. When I arrived there, there were no available tables for me, they were all set for breakfast, so they prepared a table for me in one of the rooms, with three other chairs around. People start coming, there is confusion but I can still work. Some of the ladies sit at my table, leave their coats on the chairs, order teas that drop it off in front of my computer, they ask me questions about who I am or what I do and so on. A lady with a headscarf, she must be in her seventies, sits with her friend in front of me, and she almost doesn’t speak to me not look at me. While sitting she starts immediately to look for her cell phone from her handbag, she tries to connect to the Internet but something goes wrong and so she calls the waiter, she is upset:

“Excuse me – she says – why I can’t connect to your network !?” She asks, with a very bossy attitude. She is probably an habitué with a registered password …

Again, I think of Black Mirror.

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