Virginia Elena Patrone

Some free time, a failure, three poems/ Un po’ di tempo libero, una sconfitta, tre poesie.

(Il testo è anche scritto in Italiano, subito dopo la parte in inglese)

Today is the first of May, and I am working. Yesterday, on the contrary, I took a day-off, to free my mind. I’ve finished to read a book -actually re-re-read- that talks about Japan, a graphic novel written by Igort. I am so sorry for who cannot read in Italian because I don’t think this book (Quaderni Giapponesi volume II) has been translated in any other language, and it is a book’s series I definitely adore. What is special of Igort and his books, is that while reading you find yourself directly in some magic atmosphere of Japan, the ones I personally long for.

Lately, I also tried to write the script for one graphic novel, but I couldn’t succeed because the story was not consistent enough. Sometimes this happens to me and it might be difficult to get over it. I mean, when you have the idea to write a book and then, while you are actually writing it, you understand that this will not work, there is no flow, the story doesn’t inspire you anymore, as you think it would and should have. In the past I used to feel very bad in those occasions, but now I am fine, I’ve accepted this book is not going to be born right now, maybe later, maybe never, I don’t know yet. The experience taught me there are some projects that really deserve more gestation time to develop inside myself first, in my mind and heart, the very place where my book are actually written. The book I wanted to write was about a lady called Olga Bickley, born in 1896 in Italy, I already mentioned her before here in this blog I guess, because to me she is a very interesting character, she had a particular life for the time she lived and for the family she was coming from. This was not the only thing I wanted to talk about in my book, but anyway now it doesn’t matter anymore.

Olga B.

 

So, I am still working on my latest book, I’ve finished the first write already, I am now working on the illustrations and then I will work more on the text. In the meanwhile yesterday, as I said, I had a day off. Last week was heavy, because of the reasons I mentioned before, I was OK not to keep going on with my book, but accepting it requires lots of mental energies. So, it was actually nice to have some time to rest and think. I went, together with Çide, to a beautiful place to visit a friend of her, who’s actually living not very far from where we have our home now. It is a village near the sea but up on the hills, most of the houses are made with a local stone, that has a particular color, a powerful shade between pink and yellow. It is just beautiful. The village faces directly the island of Lesbos. While there, I wrote some little poems, because when my mind is free from daily life stuff, it is able to fly higher and I feel connect with a subtle music, that I can hear only when I close my eyes, and I look more clearly inside my heart. Though, I didn’t translate them into English, they are only written in Italian! 🙂

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Oggi è il primo di maggio e sto lavorando. Ieri, invece, mi sono presa un giorno di riposo, avevo bisogno di liberare la mente. Ho quindi finito di leggere un libro – in realtà di ri-ri-leggere – che parla del Giappone, una graphic novel scritta da Igort, il secondo volume dei Quaderni Giapponesi. Quello che di questo libo è speciale, è che durante la lettura ti ritrovi direttamente catapultato in un’atmosfera magica di un Giappone antico ma anche moderno, quelle che personalmente desidererei vivere. E’ un libro che adoro.

Ultimamente avevo iniziato a scrivere lo script per una graphic novel, ma la cosa non è andata in porto perché mentre scrivevo mi sono resa conto che la trama non era abbastanza consistente, non funzionava. E’ una cosa che mi è già capitata in passato, e che mi lasciava spiazzata per giorni. Voglio dire, quando hai l’idea di scrivere un libro e poi, mentre lo stai effettivamente scrivendo, capisci che non funzionerà, la storia non scorre, o non t’ispira più, almeno come pensi che avrebbe dovuto. In passato mi sono sentita male in queste occasioni, ma ora sto bene, ho accettato che questo libro non nascerà ora, forse più tardi, forse mai, non lo so ancora. L’esperienza mi ha insegnato che ci sono alcuni progetti che meritano davvero più tempo di gestazione per svilupparsi dentro di me prima, nella mia mente e nel mio cuore, nel luogo vero e proprio in cui scrivo i miei libri. Se non riesco a sentire quello che scrivo, per me non ha senso continuare. Il libro che volevo scrivere riguardava una signora di nome Olga Bickley, nata nel 1896 a Cornigliano, l’ho già citata prima in questo blog credo, perché è un personaggio che mi affascina e che non voglio venga dimenticato, ha avuto una vita particolare per il tempo in cui è vissuta e per la famiglia da cui proveniva. Questa non era l’unica cosa di cui volevo parlare nella mia storia, ma comunque non importa più ora.

Quindi, sto ancora lavorando al mio ultimo libro, ho già finito la prima scrittura, ora sto lavorando alle illustrazioni e poi lavorerò di nuovo sul testo. Nel frattempo ieri, come ho detto, ho avuto un giorno libero. La scorsa settimana è stata pesante, a causa delle ragioni di cui ho parlato, ho infatti accettato di non riuscire a continuare la scrittura del libro, ma l’accettazione è una fase che richiede tempo ed energie mentali. Quindi, è stato bello avere un po’ di tempo solo per me, per riposare e pensare. Sono andata, assieme a Çide, in un posto meraviglioso a visitare una sua amica che non vive in realtà molto lontano da dove siamo noi ora. È un villaggio vicino al mare ma sulle colline, la maggior parte delle case sono fatte con una pietra locale, che ha un colore particolarissimo, una sfumatura potente tra il rosa e il giallo. E’ stupendo. Il villaggio inoltre ha di fronte Lesbo, che spuntava tra la nebbia. Mentre ero lì, ho scritto alcune brevi poesie, perché quando la mia mente è libera dalle cose della vita quotidiana, vola più in alto e mi sento in connessione con una musica sottile, che riesco a sentire solo quando chiudendo gli occhi riesco a vedere più chiaramente dentro il mio cuore.

Farfalla

Felice, va contro la finestra

Poi subito si riprende per ritrovare la via.

 

 

Tra la nebbia, come l’animo di un antico antenato

Benefica all’improvviso spunta

L’isola di Lesbo

 

 

Nel silenzio del tramonto

Tra I fiori rosa

Indisturbato e solitario danza il calabrone.

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